Quella voglia di stare bene

Un Semplice Tour: Roma e Eboli

di Matteo De Simone

E rieccoci a una nuova tappa, anzi due, di “E’ solo un viaggio”. Un Semplice Tour procede a gonfie vele,  il live è ormai rodato e l’umore alto. Ci stiamo divertendo, stiamo bene tra noi e questo benessere, questo equilibrio, data dopo data prende coraggio e sale sul palco insieme a noi.

08 dicembre, EBOLI – Rumore Rosa.
Partiamo prestissimo, alle 8 di mattina siamo già col furgone carico pronti a mettere un moto. Ci aspettano 10 ore di viaggio e un weekend complicatissimo di impegni mediatici, siamo mezzi rimbecilliti dal sonno e diciamo la verità: l’entusiasmo verso i viaggi della speranza non è più lo stesso di un tempo. Ma esiste sempre e solo una via: il buon viso a cattivo gioco. E così la grande arte zen dell’ingannare il tempo imparata sulle autostrade negli ultimi sei anni ci fa mettere comodi e il viaggio tutto sommato scivola via liscio tra letture, musica, chiacchiere, risate e qualche sonnellino.
L’accoglienza a EBOLI è sempre la stessa: come essere a casa. Calcoliamo che è la nona volta che suoniamo in zona. Felice Calenda, ormai un amico, che ha già organizzato molte delle nostre date nel salernitano, ci accoglie con il solito mix di entusiasmo e gentilezza. Ci mostra il RUMORE ROSA, fresco di apertura, nuova chicca nel fermento culturale ebolitano, tra le città campane più prolifiche di eventi, in gran parte grazie proprio al lavoro di Felice. Il Rumore Rosa, che include anche uno studio di registrazione, farà strada: capiente a sufficienza, una dotazione tecnica all’altezza delle dimensioni, ospitalità meravigliosa e un direttore artistico capace. Siamo felici di averci suonato nei suoi primissimi mesi di attività e la serata è stata una bomba. Saliamo sul palco tardino e il locale è ormai quasi pieno. Da subito, ormai è la regola in una zona che ci ha letteralmente adottato, il pubblico reagisce con calore. Alcuni conoscono già le canzoni di Semplice, come Marco e Diamanti con cui stiamo iniziando i concerti. Anche se è su Aprile che iniziano i cori veri e propri. L’atmosfera è leggera, noi siamo allegri, il pubblico di più. Percepiamo chiaramente la voglia di scatenarsi, di ballare, di vivere un momento intenso e cerchiamo di condurre quest’onda meglio che possiamo. Con Non Conto Gli Anni parte il primo pogo e l’unificazione è completata. Da quel momento in poi ci sentiremo davvero una cosa sola con la gente, tanto che su I Tuoi Orecchini sento il bisogno di scendere in platea (cosa che per timidezza faccio raramente) e cantare insieme a loro. Con Non Volevo, tripudio: pagano e ballano tutti e quando scendiamo dal palco ci siamo già completamente scordati di aver avuto qualche problema tecnico con le spie spernacchianti: dettagli. Il fine serata tra abbracci, chiacchiere e fotografie confermerà l’affetto di uno dei pubblici più caldi della nostra carriera.

9/10 dicembre, ROMA – Radio Tour e Contestaccio.
roma1Da Eboli rincasiamo alla Piccola Ospitalità intorno alle 4, stanchi morti per il viaggio e il live impegnativo. La piccola ospitalità è un ostello fantastico sui monti di Campagna (a pochi km da Eboli), incastonato in una radura nel bosco. Ci abbiamo dormito molte volte, il proprietario gentilissimo lo ha arredato con l’aiuto di artisti locali: ogni stanza è stata affidata a un artista diverso e il risultato è un viaggio nel tempo accogliente ma onirico e surreale tra oggetti vintage, fumetti, pareti dai colori eccentrici e kitsch. La sveglia e alle 6.00: dobbiamo essere a Roma alle 10.30 per il live a Radio Rock. Partiamo in coma totale, provo compassione per Boe (fonico e titolare del furgone) che deve guidare in quelle condizioni, ma riesco solo a raccogliermi nel cappotto, sotto il sacco a pelo che Federico stende sui noi tre (io, lui e Andrea) del sedile posteriore. Ho così sonno che non riesco a dormire. Arriviamo addirittura in anticipo. Iniziamo a settare la sala con l’aiuto del fonico Paolo e allo scattare delle 12 iniziamo con il live in diretta di cui saremo piuttosto soddisfatti: l’adrenalina e la paura di sbagliare ci rendono concentrati: Radio Rock è seguitissima a Roma. Concludiamo con l’intervista in studio e poi voliamo verso gli Studi di Radio Sonica, dove eseguiremo due versioni acustiche improvvisate di Semplice e Diamanti che siamo curiosissimi di risentire. Quindi ci separiamo. Federico e Daniele in hotel. Io, Andrea e Boe veniamo ospitati dal grande amico Alessandro Di Luca (cantante dei geniali Madame Lingerie) e dalla sua splendida compagna Lorena, che ci sopportano nonostante siamo ridotti allo stato di zombie. Durante la cena buonissima dev’essere stata dura per loro interagire con tre lobotomizzati dal sonno che riuscivano a stento a tenere in mano la forchetta. Il mattino dopo a causa di un intoppo col furgone siamo costretti a saltare l’intervista a Fiumicino con gli amici di Radio Dimensione Musica, che speriamo di recuperare al più presto e così ci presentiamo a Radio Kaos, l’unica radio italiana che trasmette in vetrina, per un piccolo live acustico e quattro chiacchiere con Vincenzo Santoro, poi corriamo a Radio Città Aperta, ultima intervista del giro. Quindi breve pausa in albergo e poi in marcia verso il Contestaccio.
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Locale storico della scena live romana, che ha vissuto fasi alterne di fortuna, alti e bassi, cambi di gestione, il Contestaccio è un ottima sala live e in questo momento vanta la programmazione artistica di Marina Luca di Radio Città Futura. La gestione attuale del locale è pero distante dal circuito del mondo indipendente italiano, perciò questa data è una scommessa: come andrà a finire? Innanzitutto QUANDO andrà a finire. La band di apertura, i Dark Side Of Venus, band romana che ci dicono essere piuttosto quotata in zona, attacca che è già mezzanotte. Il locale è pieno e intimamente sono sicuro che siano li quasi tutti per loro. Certo, sono arrivati molti amici che ormai vengono sempre a trovarci a Roma, ma sono tante le facce mai viste. I DSOV presentano il loro disco e più che un’apertura si rivelerà un live vero e proprio con 17 pezzi in scaletta e, per quanto siano oggettivamente bravi, un po’ ci innervosiamo:ci sembra una mancanza di rispetto. Incontriamo qua e là qualcuno che ci chiede quando inizieremo, i nostri sono stufi di aspettare. E’ ormai l’una e qualcuno vorrebbe andare a casa. Ma finalmente saliamo sul palco: per prima cosa il pubblico si assiepa sotto il palco. Io salgo, rimonto la mia pedaliera e ripristino tutti i collegamenti. Poi mi giro e… il locale è ancora pieno, ancora più pieno di prima! Sono tutti qui per noi e sarà che ormai mi sono abituato a non aspettarmi niente, ma davvero ci rimango sorpreso. Attacchiamo e l’aria si fa elettrica. L’attesa è dimenticata ed esplode la festa. Anche qui in tanti conoscono i brani nuovi e questo ci fa davvero felici. Come ad Eboli tutti cantano Aprile e si scatenano sui brani più vecchi. E’ presente anche una piccola delegazione di celoniani che ne approfittano per celebrare il compleanno di una ragazza a cui Daniele dedica la sua Acqua. Procediamo carichi, sereni in un live liberatorio dove si scioglie tutta la stanchezza accumulata e ci divertiamo tantissimo. Anche qui tante belle chiacchiere, tanti begli abbracci, il piacere di incontrarci, la voglia di stare bene. Grazie davvero a tutti, ci state regalando serate indimenticabili.

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Ci vediamo venerdi a BRESCIA e sabato, finalmente a TORINO! Qui la prevendita → https://goo.gl/ZdYdEm

Guarda le foto scattate a Roma da Daniele Bianchi su La Repubblica XL

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